Giulia Travaglini Giulia Travaglini

Futura

Perchè Futura è ispirata ad un Paradiso che esiste, ad un equilibrio da preservare tra uomo e natura tra modernità e tradizione, gentilezza e coraggio cosciente.

Le Isole Tremiti, incredibile patrimonio di biodiversità, blu differenti, natura selvaggia a volte endemica che ha ispirato Lucio Dalla.

Le Tremiti ed il Molise non hanno la necessità di stupire ma hanno la capacità di conquistare.

Per sempre.
Così Futura, di Lucio Dalla, con le sue splendide parole, scritte di fronte al muro di Berlino all’epoca ancora in piedi, rappresentano la visione positiva con cui guardo il mondo, il mio manifesto.

C h i s s à c o m e s a r à d o m a n i

s u q u a l i s t r a d e c a m m i n e r à

c o s a a v r à n e l l e s u e m a n i

s i m u o v e r à e p o t r à v o l a r e

n u o t e r à s u u n a s t e l l a

e s e è u n a f e m m i n a

s i c h i a m e r à F u t u r a!

Mentre Milano é in fermento per l’inizio della fashion week e in ogni angolo si respira un’aria speciale, proprio ieri si é tenuto il fashion show di Istituto Marangoni che ha visto sfilare le collezioni dei 10 studenti più meritevoli del terzo anno.

Ho sempre seguito le loro sfilate in streaming ma quest’anno la cosa mi coinvolgeva più da vicino visto che ho incrociato spesso i loro sguardi tra lezioni varie, in attesa dell’ascensore, tra i corridoi. 

So quanta passione, lavoro, studio e dedizione si nascondono dietro una collezione che poi diventa un fashion show .
Per questo ieri ero davvero emozionata per loro, immaginando di provare prima o poi le stesse emozioni.

Valentina, Christian, Marco, Gabriele, Nadia, Cesare, Yige, Kaixuan, Jack, Renato siete stati davvero grandiosi!

Non vedo l’ora di poter chiacchierare con voi nei prossimi giorni e farmi raccontare tutti i dettagli di questo anno speciale e impegnativo che ha però dato i suoi frutti.

Mi appresto ad iniziare il secondo anno in Marangoni con un bilancio molto positivo che si è concluso con la consegna di Futura, la collezione che ha chiuso il mio primo anno accademico.

Futura mi ha riempito di energia, entusiasmo e gioia!

Lucio Dalla, il Molise, il mare, le isole Tremiti, lo studio dei tessuti sostenibili, la macchia mediterranea, l’artigianalità: queste le keyword che hanno alimentato il mio lavoro.

Perchè Futura è ispirata ad un Paradiso che esiste, ad un equilibrio da preservare tra uomo e natura tra modernità e tradizione, gentilezza e coraggio cosciente.

Le Isole Tremiti, incredibile patrimonio di biodiversità, blu differenti, natura selvaggia a volte endemica che ha ispirato Lucio Dalla.

Le Isole Tremiti, di fronte al Molise, terra che in qualunque angolo ti fa sentire accolto, avvolto da una sensazione di familiarità in cui ci si sente coccolati.

Questa morbidezza è riflessa nell’uso di tessuti morbidi dalle linee essenziali ma non stereotipate.

Le Tremiti ed il Molise non hanno la necessità di stupire ma hanno la capacità di conquistare. Per sempre!

Così Futura, di Lucio Dalla, con le sue splendide parole, scritte di fronte al muro di Berlino all’epoca ancora in piedi, rappresentano la visione positiva con cui guardo il mondo, il mio manifesto.

C h i s s à c o m e s a r à d o m a n i

s u q u a l i s t r a d e c a m m i n e r à

c o s a a v r à n e l l e s u e m a n i

s i m u o v e r à e p o t r à v o l a r e

n u o t e r à s u u n a s t e l l a

e s e è u n a f e m m i n a

s i c h i a m e r à F u t u r a!

Adesso più carica che mai non vedo l’ora di tornare a creare e a fare tutto quello che mi riempie le giornate e il cuore di gioia nella “città della moda” di cui mi innamoro giorno dopo giorno.

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Giulia Travaglini Giulia Travaglini

Capriccio Veneziano

Francesco Guardi mostra la fragilità di Venezia attraverso la rappresentazione di una città nascosta, una Venezia minore di una bellezza disarmante ma disarmata di fronte alla forza degli elementi.

Ed allora ho pensato ai miei Capricci Veneziani, titolo della piccola collezione che ho presentato a conclusione del corso che chissà.. magari potrò realizzare in futuro.

Nelle scorse settimane ho concluso il mio corso di History of Applied Arts in Marangoni.

Studiare Storia dell’Arte in un percorso di studi di Fashion Design è stato - e sarà - un importante think tank di ispirazioni e sensibilità, un contenitore che si arricchirà giorno per giorno.

Il corso si è chiuso con un approfondimento su un opera o corrente artistica a scelta e una mini collezione ad essa ispirata.

Ho avuto tanti stimoli e l’imbarazzo della scelta ma ho ceduto all’attrazione della mia Venezia!

Sì perché Venezia è un po’ la mia città.

Ho approfondito il Vedutismo, la corrente artistica che ha prodotto la cosiddetta pittura di reportage, particolarmente florida nella Venezia del ‘700, con le opere del Canaletto come riferimento più importante.

La splendida città lagunare era una meta imperdibile per i figli dell’aristocrazia mitteleuropea  sulla scia del Gran Tour, quel fenomeno  divenuto una vera e propria moda, che segnò la nascita del turismo così come oggi lo intendiamo.

L’opera Gondole sulla Laguna, di Francesco Guardi, esposta al  museo Poldi-Pezzoli di Milano, mi ha fatto tornare alla mente la giornata particolare trascorsa  sul gozzo sorrentino di Pier tra le calli ed i canali della Venezia di oggi.

Gondole sulla Laguna, di Francesco Guardi,  museo Poldi-Pezzoli di Milano

Quella giornata mi ha permesso di attualizzare i colori  e le forme della Venezia del ‘700 riprodotta dai vedutisti e giocare con i Capricci, quegli elementi aggiunti frutto della fantasia  e dell’estro degli artisti,  che rappresentavano spesso dei loro auspici che avrebbero  potuto ispirare architetti paesaggisti nello sviluppo urbanistico della città ma anche, come nel caso di Francesco Guardi, delle suggestioni che facevano virare la rappresentazione pittorica verso una dimensione vibrante, più umanistica forse.

Francesco Guardi mostra la fragilità di Venezia attraverso la rappresentazione di una città nascosta, una Venezia minore di una bellezza disarmante  ma disarmata di fronte alla forza degli elementi.

Ed allora ho pensato ai miei Capricci Veneziani titolo della piccola collezione, in bozza (bozzissima!!!! a dir la verità),  che ho presentato a conclusione del corso  che chissà,  magari potrò approfondire in futuro.

I pantaloni alla zuava, i cappelli dei gondolieri, i tessuti rigati rivisitati  sono  proposti con l’obiettivo di instillare l’amore per questa città meravigliosa e contemporaneamente, la sua fragilità e quindi l’impegno nel preservarla.

Capricci Veneziani  vuole rendere omaggio a questa città attraverso la ricercatezza delle linee e dei tessuti tipici della Serenissima  e nello stesso  tempo, come fa il Guardi, legare alla pittura e quindi al capo, il senso della fragilità e dello scorrere del tempo.

L’elemento ricorrente nella collezione, che vuole esprimere la suggestione della fragilità ma anche lo spirito positivo della protezione è la presenza delle piume  che  in questo caso, non sono l'emblema della vanità e dell'opulenza sfrenata ma piuttosto sono simbolo del messaggio ricevuto e inviato da una comunità, quella dei veneziani veri, “quelli con la pelle salata”, verso il resto del mondo.

La piuma rappresenta quell “Oeeee” al mondo,  il grido che Pier urlava tra i canali ciechi e meno navigati,  il grido dei gondolieri che preannunciano il loro arrivo ad un incrocio, questa volta però un incrocio che può segnare la vita o la morte di Venezia, assediata da un turismo e da una gestione dello stesso che è divenuta non più sostenibile.

Capriccio Veneziano è l’urlo della città che consegna  una piuma sottolineando l’urgenza d’esser salvata dal degrado, dall’avidità e dall’usura inevitabile del tempo.

E quindi ecco le piume sul cappello da gondoliere e  sulle scarpe delle dame o come accessorio tra i loro capelli.

I tessuti sono il taffetà per la realizzazione di ampi gonnelloni strizzati in vita con foulard in seta.

Foulard che ricorrono anche annodati al collo.

Il popeline e la tela di lino sono i tessuti sono usati invece per la camice, leggermente oversize sulle spalle e anch’esse annodate in vita.

Qui l’elemento piuma è inserito in un taschino.

Ho immaginato anche il Jersey per  le polo e le t-shirt caratterizzate dal classico pattern rigato veneziano che ritroviamo anche nei dettagli delle calze che vengono mostrate fuori dagli stivali in gomma.

Anche per i pantaloni alla zuava, uso il lino come tessuto con il dettaglio dell’arricciatura sul ginocchio favorita da legacci in cuoio. Il gilet anch’esso in lino, completa l’outfit con la piuma presente sul classico cappello da gondoliere in paglia con la fascia colorata.

La palette colori si ispira ai colori  della laguna quindi naturali, colori della madreperla utilizzati dal Guardi, alternati a tocchi più accesi che ricordano le case dei pescatori di Burano.

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Giulia Travaglini Giulia Travaglini

GCDS by me!

Non ho esitato un minuto a misurarmi con la sfida, lanciata da Giuliano.Apprezzo molto il modo attraverso il quale riesce ad essere contemporaneamente  fuori dagli schemi,  provocatorio, ironico senza perdere mai di vista l’italianità espressa soprattutto attraverso la manifattura, la qualità del capo ma anche, come nel caso della Capsule Capri, viaggiando nel tempo e nello spazio di un vissuto personale tutto italiano.

Ho proposto e perfezionato una collezione che ho chiamato (r)exsist che definisce attraverso il carattere essenziale e semplice dei disegni dei bambini, l’identikit del nostro Bel Paese.

Oggi nell’aula magna dell’Istituto Marangoni si è celebrato il gran finale del contest GCDS by You proposto dal brand GCDS e dal suo fondatore e direttore creativo Giuliano Calza.


Giuliano Calza è sicuramente uno dei nomi più influenti della moda da Business of Fashion, il suo stile ironico, sofisticato che valorizza il saper fare italiano ha attratto subito una community eterogenea, eclettica ed entusiasta.
Da Beyoncé a Sophia Loren, GCDS incuriosisce per la sua ironia elegante e coraggiosa che rompe gli schemi.


Non ho esitato un minuto a misurarmi con la sfida, lanciata da Giuliano.
Apprezzo molto il modo attraverso il quale riesce ad essere contemporaneamente  fuori dagli schemi,  provocatorio, ironico senza perdere mai di vista l’italianità espressa soprattutto attraverso la manifattura, la qualità del capo ma anche, come nel caso della Capsule Capri, viaggiando nel tempo e nello spazio di un vissuto personale tutto italiano.

Ho proposto e perfezionato una collezione che ho chiamato (r)exsist che definisce attraverso il carattere essenziale e semplice dei disegni dei bambini, l’identikit del nostro Bel Paese.

È adorabile l'ingenuità dei bambini. Fa tenerezza la meraviglia con cui spalancano gli occhi dinanzi ai miracoli della natura  che spesso gli adulti non vedono.

Così i temi dei loro disegni descrivono in modo semplice i vari paesaggi, la montagna, il mare, la collina e la campagna.

Ma sono anche i tratti semplici, essenziali, autentici, che caratterizzano l’Italia del cibo, degli usi, dei costumi, delle  tradizioni, dei diversi dialetti, delle devozioni.
Sono i tratti che definiscono l’essenza dell’italianità.

Attraverso gli accessori ho voluto sottolineare come quest’Italia eccelsa viva in un equilibrio precario fatto di spopolamento, di perdita di patrimoni  artigianali importanti ma anche di fragilità che vanno protette e gestite con oculatezza e lungimiranza.

Con gli accessori ho osato molto, decisamente!
Due le idee:
la scarpa new morso is.. tacco pendente e la borsa c’è sempre tempo per un piatto di spaghetti

La proposta (r)esist, in definitiva, si esprime attraverso l’ingenua semplicità dei bambini che attraversa l’anima street ed il design dirompente à la GCDS.

Com’è finita?
Oggi ho avuto l’onore di presentare (r)exsist perché giudicata da Giuliano Calza, tra le migliori 3 proposte arrivate!
Un bel giorno, bellissimo!

Ora rush finale per presentare la prima collezione pensata, progettata e disegnata da me di cui vi anticipo il nome: Futura! Chi mi avrà ispirata?

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